| Il nuovo piano di riparto |
Indici a destinazione agricola
Per quanto riguarda gli immobili a destinazione agricola lo studio
ha pertanto individuato il cosiddetto "indice di attitudine", cioè
il parametro che pone in evidenza la diversa suscettibilità che hanno
i terreni a beneficiare delle opere consortili.
Suscettività che è anche funzione per un aspetto (che è il più importante
ed il più intuitivo ) delle caratteristiche pedoclimatiche, e per
un altro aspetto del tipo di opera in quanto è evidente che a seconda
che si tratti di una strada, o di un canale dI scolo, o di un impianto
irriguo, si hanno, a parità di terreno, effetti diversi sul valore
capitale e/o sul reddito mentre per altro verso la medesima opera
ha effetti diversi al mutare del terreno che ne è oggetto.
Lo studio quindi ha mirato principalmente a tenere conto delle caratteristiche
agrologiche dei terreni e quindi la loro attitudine a trarre vantaggio
dall'attività di bonifica.
Sulla base delle rilevazioni e delle analisi che sono state effettuate,
miranti ad accertare l'incidenza che le diverse categorie di opere
potevano avere esercitato sugli incrementi di reddito e/o di valore
capitale degli immobili (e che tuttora, esercitano per lo meno in
termini di salvaguardia di tali incrementi), si è giunti alle seguenti
conclusioni:
ricordato che devono essere distinte le opere di carattere particolare,
che portano beneficio solo ad una parte degli immobili in comprensorio,
da quelle di carattere generale che portano benefici a tutti gli immobili,
di conseguenza le spese di manutenzione ed esercizio delle opere di
carattere generale nonché le spese di funzionamento per il complesso
delle attività istituzionali del Consorzio (comunemente dette spese
generali) vanno ripartite in funzione di un indice uniforme per la
singola area, mentre quelle di manutenzione ed esercizio delle opere
di carattere particolare vanno invece ripartite in proporzione all'entità
del beneficio goduto da gruppi o classi di immobili con caratteri
omogenei solo tra i proprietari che ricevono particolari vantaggi
da tali opere.
Va sottolineato con particolare rilievo che è stato privilegiato quel
parametro (attitudine agronomica ad incrementare la produttività)
che oltre ad essere il più comprensibile per tutti i consorziati,
è anche quello che più strettamente condiziona la sopportabilità dell'onere
contributivo.
Da ultimo è utile ricordare che la serie di indici, pur riferendosi
alla sola attitudine agronomica, implicitamente ha considerato l'incidenza
delle diverse categorie di opere consortili.
L'indice di beneficio assegnato alle singole aree è stato calcolato
mediante opportune analisi economico-agrarie della differente suscettività
ad usufruire dell'attività di bonifica che hanno i terreni soprattutto
in funzione dell'ambiente pedo-climatico ed infrastrutturale.
Tali differenze sono state valutate in termini di reddito in quanto
dovute essenzialmente alla diversa capacità produttiva e quindi contributiva
che contraddistingue i terreni di una zona rispetto a quelli di un'altra.
Per la classificazione e suddivisione del territorio consortile in
aree omogenee si è proceduto ad un'attenta analisi e nello studio
dei mutamenti della realtà agricola salentina, sia dal punto di vista
sociale che economico-agricolo, nonchè nella valutazione economica
esistente e della distribuzione delle principali coltivazioni.
Il metodo utilizzato è stato quello dì tipo geografico in quanto si
è avvalso di supporti cartografici (overlay mapping) che hanno permesso,
grazie alI' utilizzo di appropriato software applicativo (Autocad
12), di effettuare il confronto fra più tematismi per sovrapposizione
di mappe tematiche.
Si sono pertanto ottenute sette aree omogenee che risultano
tali per diffusione delle colture, tipo di terreni e loro utilizzo
e sviluppo dell'irrigazione.


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